Vacancy, recensione di Biagio Giordano

Vacancy, di Nimrod Antal, con Kate Beckinsale, Luke Wilson, Usa, anno 2007, genere Horror, durata 95 minuti.
Bloccati da un guasto all’auto, i Fox prendono una stanza in un albergo sgraziato e sporco, gestito da un uomo che sembra nascondere a stento un alter ego perverso. Nella stanza la coppia scopre che sono stati girati degli “snuff movie”.
Strani rumori e suonate a vuoto dei campanelli delle porte portano la coppia sull’orlo della pazzia. Quando invece i Fox, per sopravvivere, avrebbero bisogno del funzionamento lucido delle menti.
Film Horror che riesce in parte ad uscire dai soliti codici narrativi del genere, soprattutto per quanto riguarda il come viene sciolto il nodo costruito nella prima parte del film. Lo spettatore viene deluso proprio là dove pazientemente attendeva un finale collettivamente immaginabile, e trasportato con ardore in un altrove catartico raro che sembra redimere le sue colpe inconsce.
Un film che stupisce, più volte, per originalità e potenza della suspense.
Il cinema Horror non conosce crisi, forse perché a nessuno mancano le conoscenze degli orrori della vita, del sociale, e di certi desideri provenienti dall’inconscio che, è risaputo, attraversano cinicamente l’essere umano da sempre.
Ecco allora che il cinema-sogno preso nella sua funzione onirica interviene e propone di spettacolarizzare il male, di giungere a un compromesso con il suo potere devastante, creando una equivalenza cinema sogno che dura il tempo delle due ore in sala. I meccanismi sono simili, ossia il sogno si comporta come se i desideri impossibili si realizzassero e il cinema come se il male, dopo aver mietuto molte vittime, venisse temporaneamente sconfitto in virtù di un’entrata in campo di intelligenze fuori dal comune, nonché di forze istituzionali incorruttibili, di potenti indignazioni del cittadino perbene, e dell’eroismo etico del perdente, il tutto lungo un gioco di intrecci narrativi disposti con cura.
Il cristianesimo, con le sue istituzioni sconsiglia ancora oggi ai fedeli la visione di film Horror, dimostrando con ciò di non aver appreso appieno la funzione sogno con cui essi vengono realizzati, funzione che porta di fatto a forme di ironia e esorcizzazione del male. Estrapolare l’immagine horror dal suo contesto narrativo, culturale, ed effettuale, dalle sue finalità etiche e terapeutiche legate al sogno, equivale a immiserirne il significato fino a relegarla illecitamente nel mercato del cinema spazzatura come immagine morta.
Biagio Giordano

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Vacancy, recensione di Biagio Giordanoultima modifica: 2019-10-10T17:57:06+02:00da biagiord
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