Changeling, recensione di Biagio Giordano

Changeling – Una storia vera, di Clint Eastwood, con Angelina Jolie, John Malkovich, genere drammatico, paese Usa, anno 2008, durata 138 minuti.
1928, in una Los Angeles dalle atmosfere violente, cupe, stretta ipocritamente tra il mito della grandezza americana e la negazione del suo vasto degrado sociale, una ragazza madre, in una giornata qualsiasi, va incontro a una angoscia indicibile.
Finita la sua giornata lavorativa, al ritorno a casa, la donna si accorge che suo figlio di 9 anni non c’è più.
Sconvolta ne denuncia la scomparsa, esasperata fa pressioni di ogni genere sulla polizia e le istituzioni, e si tiene sempre informata sull’andamento delle indagini.
Un giorno la polizia gli comunica di aver ritrovato il bimbo, e le dà un appuntamento per la consegna. La madre all’incontro scoprirà con stupore e angoscia che il bambino non è suo figlio.
La polizia, con la complicità di un certo mondo politico, aveva volutamente consegnato alla madre un bambino diverso dal suo, ciò per dimostrare alla città l’efficienza delle istituzioni addette alla protezione dei cittadini.
Il bimbo era vagamente somigliante al figlio della donna, e, cosa gravissima, la polizia era pronta a far perdere la libertà alla madre, nel caso si fosse rifiutata di tenere il bambino non suo, classificandola come demente. La donna passerà guai di ogni genere, ma il suo caso susciterà l’attenzione di media e persone disposte ad aiutarla, ciò la farà giungere alla soluzione del mistero. Essa, con la sua tenacia costringerà le istituzioni, complici dello scambio nefasto, a guardare al loro interno, a osservare per lungo tempo i propri mali anche quelli più orripilanti, sotto l’occhio spietato dei media.
Verranno alla luce verità sconcertanti che interromperanno l’indifferente e cinico passare del tempo su quelle terre. La vita di quel mistero si aprirà, come un guscio spaccato, allo sguardo di tutto il mondo civile. Film che non riesce a fare, del male vigente nel mondo, uno spettacolo riuscito, rimanendo sempre in bilico tra intrattenimento e tragedia, seriosità e trasporto empatico segnato da una gioiosa speranza, indignazione e responsabilità più attiva, correndo a testa bassa verso un finale sconvolgente e atipico che scaraventa lo spettatore nell’abisso di un inferno terrestre di grande verosimiglianza.
Biagio Giordano

Changeling, recensione di Biagio Giordanoultima modifica: 2019-11-25T17:28:16+01:00da biagiord
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento