Gloria, 1998, recensione di biagio Giordano

Gloria, di Sidney Lumet, con Sharon Stone, Jeremy Northman, 1998,drammatico, Usa, durata 112 minuti.

Una donna finisce di scontare una pena ingiusta, esce dal carcere, vuol cambiare vita, ma il suo ex è deciso ad uccidere un bambino di 7 anni, cui ha sterminato la famiglia per impossessarsi di un dischetto che scotta. La donna indignata difende il bambino e se lo porta con sé.

Remake del precedente film di Cassavetes, con uno stile narrativo però diverso soprattutto per il maggior ritmo dato all’azione.
Tematica ironica sulla difficile vita post carcere del ex detenuto, spesso impegnato a riconquistarsi il rispetto della gente. Un tema sviluppato nel film in modo intelligente e divertente.
Convincente recitazione di Sharon Stone che dimostra di non essere solo bella, ma di possedere anche una intelligenza artistica, che, gli va riconosciuto, ha dedicato interamente al cinema.

Grande regia di Sidney Lumet, che pur trattando un’opera minore rispetto a quelle prodotte, riesce a far confluire con grande capacità i vari suspense presenti nel film in una tensione generale che diviene particolarmente potente, molto apprezzabile, in grado di destare più attenzione e curiosità senza pause.
Sullo sfondo un’America infantile, individualista, totalmente consegnata al grande capitale …
Biagio Giordano

Gloria, 1998, recensione di biagio Giordanoultima modifica: 2019-11-30T09:43:40+01:00da biagiord
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento