La sottile linea rossa, recensione di Biagio Giordano

La sottile linea rossa, di Terrence Malick con Sean Penn, Adrien Brody, anno 1998, paese Usa, genere guerra, durata 170 minuti.
Il film è liberamente ispirato dal romanzo di J. Jones che tratta degli avvenimenti legati alla conquista Usa dell’isola di Guadalcanal durante la seconda guerra mondiale, conquista avvenuta con perdite umane inaccettabili, a causa di frustrazioni e ambizioni personali da parte di alcuni componenti dell’organo di comando..
Film antimilitarista ma solo rispetto a una logica di guerra espansionista e irrispettosa della vita umana, pellicola abnorme rispetto ai tradizionali canoni estetici e spettacolari di Hollywood, in quanto essa vuol dire qualcosa che riguarda i retropensieri sulle guerre, quelli ipocritamente annidati tra le pieghe delle divise ben stirate e all’ombra delle lucide medaglie al valore.
Film filosoficamente ricco di grandiosi pensieri utopici pacifisti riguardanti il futuro delle società, pellicola altamente poetica in virtù di una sintassi delle immagini il cui abbinamento guerra-natura lascia sbalorditi per la semplicità e la chiarezza nella comunicazione richiamanti varie profondità del vero, film intelligentemente meditativo sugli orrori della guerra al punto da diventare triste, angoscioso, e proprio per questo in grado di aprire porte visionarie eticamente ineccepibili.
Mai folle.
Capolavoro per il nuovo ritmo che inaugura, che si espande tra realismo delle scene di guerra, sempre ricche di suspense, e lo spessore descrittivo dei personaggi, comunicato quest’ultimo con la voce fuori campo dei militari, e avente per oggetto pensieri autobiografici e filosofici..
Film che merita un voto superiore a quelli massimi previsti dalle convenzioni critiche degli esperti, come dire che è impossibile votarlo. Film più che memorabile, in quanto non esistono ancora parole cinematografiche che meglio possano definirlo. Vergognosamente ignorato negli Oscar… hollywoodiani, perché antimilitarista con oggetto gli stati Uniti.
Biagio Giordano.
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La sottile linea rossa, recensione di Biagio Giordanoultima modifica: 2019-12-27T15:06:01+01:00da biagiord
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