E la nave va, recensione di Biagio Giordano

E la nave va è un film di genere drammatico, del 1983, diretto da Federico Fellini, con Freddie Jones e Barbara Jefford. Durata 132 minuti. Distribuito da GAUMONT.

 Stile teatro, potenziato da tipici strumenti espressivi cinematografici: come la tecnica dell’avvicinamento del viso in primo piano per comunicare stati emotivi salienti, cosa che il teatro non ha.

Un film ricco di invenzioni, presenti spesso nelle scene corali, nelle coreografiche supportate da tecnologie nuove (grande piattaforma metallica oscillatoria comandata a distanza con sopra il palcoscenico simulante anche l’andamento della nave), nei pezzi musicali, nelle forme visive stilistiche, con una fotografia magistrale affamata di visi sempre diversi ricchi di sguardi che non lasciano indifferenti, contrasti etnici drammatici ben sviluppati, scene di vita raffinatissime sempre con un tocco di ironia. Recitazioni straordinarie.

In questo film c’è tutta la grandezza di Fellini, composta di inesauribile e geniale visionarietà, ossia follia nel trovare forme sempre nuove nell’associare per immagini; rottura netta col rappresentato corretto a vantaggio di un dire per dettagli capaci di svelare aspetti significativi della vera natura umana: anche nelle persone più benpensanti e insospettabili.

Biagio Giordano

E la nave va, recensione di Biagio Giordanoultima modifica: 2020-01-28T17:58:52+01:00da biagiord
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