Assassinio sull’Orient express (2017), recensione di Biagio Giordano

Assassinio sull’Orient express,di Kenneth Branagh, con Kenneth Branagh, Penepole Cruz, Usa, 2017, 114 minuti, thriller-giallo.
13 passeggeri di classe medio alta ed etnie diverse, restano bloccati sul treno Istanbul-Parigi, per un deragliamento della Locomotiva.
Fuori fa freddo e la neve è alta. Si prevede una lunga sosta, ma l’ambiente rimane confortevole, riscaldato, e non mancheranno le sorprese più emozionanti.
Il cadavere di un uomo, che dopo una discussione con l’ispettore Poirot era apparso allo spettatore come un poco di buono, viene ucciso nella notte da numerose coltellate, inferte con ferocia inaudita.
L’uomo è trovato riverso nel letto, in un mare di sangue, il suo orologio da polso, posato sul comodino, ha il vetro rotto, e sembra essersi fermato proprio all’ora dell’omicidio.
La vittima viaggiava con un falso passaporto, nello scompartimento ristorante si presentava ai presenti come un commerciante di opere d’arte, probabilmente false, in realtà risulterà essere (tutto in una fantasia di racconto) niente di meno che il sequestratore e poi omicida, del figlio di due anni (Charles August) del primo uomo che ha attraversato l’oceano con un monoplano, nel 1919, nel famoso volo senza soste New York- Parig (cioè Charles Lindbergh, che nel film per ovvii motivi di privacy ha un altro nome)..
Poirot indaga.
Tratto da un racconto di Agata Christie, già visto in un’altra versione cinematografica precedentemente uscita, il film è un piccolo capolavoro narrativo, che va da una sceneggiatura pienamente rispondente alla necessaria capacità di favorire una realizzazione fotografica ad alto budget, ad una recitazione corale degli attori, quasi tutti famosi, a dir poco perfetta, che molto contribuisce alla buona costruzione drammatica del film: magistralmente diretto e interpretato da kenneth Branagh.
Il film è un chiaro esempio di un modo di girare stile barocco, in una accezione cinematografica, che veste i contenuti-significato presenti nelle scene di allettanti effetti fotografici, artefici magici di emozioni supplementari.
Finale di grande intensità, ricco di problematiche etiche avvincenti…
Biagio Giordano

Assassinio sull’Orient express (2017), recensione di Biagio Giordanoultima modifica: 2020-03-28T15:27:02+01:00da biagiord
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