The Post, recensione di Biagio Giordano

The Post è un film del 2017, diretto da Steven Spielberg, con Meryl Streep, Tom Hanks, S. Paulson, paese di produzione Usa, genere drammatico, durata 118 minuti
La pellicola narra di come è nata e si è svolta tutta la vicenda riguardante la pubblicazione dei Pentagon Papers: documenti scottanti, top secret, del dipartimento della difesa degli Stati Uniti d’America, apparsi prima sul New York Times e poi sul Washington Post nel 1971.
I documenti provavano che il governo degli Stati Uniti aveva mentito ai suoi cittadini in merito a scopi, svolgimenti, consistenza organica, della guerra nel Vietnam. Ad esempio aveva illuso civili e soldati, sulla durata e sull’esito finale del conflitto, facendo credere che la vittoria era del tutto scontata, nel mentre già era documentato segretamente, attraverso studi, che, a causa dell’ostilità nei confronti degli Stati uniti da parte di gran parte della popolazione vietnamita e della loro combattività al fianco dei Vietcong (combattenti terroristi), gli Stati Uniti non avrebbero potuto mai avere la meglio. In segreto i governi americani ritenevano quella del Vietnam una guerra di orgoglio, di tenuta sine die, al solo fine di mantenere una certa autorità nel mondo e sostenere al proprio interno tutta un’economia di guerra dai profitti altissimi che interagiva positivamente con lo sviluppo di una tecnologia di guerra garante di forti esportazioni.
Il bilancio finale di quella guerra, dal punto di vista umano fu spaventoso: 5 milioni di civili vietnamiti uccisi, con l’uso di armi terrificanti come il napalm, etc.- e decine di migliaia di soldati americani morti.
Convinto che la guerra condotta in Vietnam dal suo Paese costituisca, a causa delle menzogne che essa conteneva, un pericolo per la democrazia, Daniel Ellsberg, economista e dipendente del Pentagono, divulga nel 1971 un rapporto segreto (una parte dei documenti), di 7.000 pagine, che era il frutto di uno studio di Robert Mcnamara (ex segretario alla difesa degli Stati Uniti, e nel 1957 vice presidente, dopo di ché nel 1960 Presidente degli Stati Uniti) che descrivono il vero senso della politica degli Stati Uniti nella guerra del Vietnam e il reale svolgersi sul campo degli eventi di quella guerra, ( conflitto armato durerà dal 1 novembre 1955 al 30 aprile del 1975).
È il New York Times il primo a pubblicare l’affaire, poi impedito a proseguire la pubblicazione da un’ingiunzione della corte suprema manovrata dal presidente Nixon. Il Washington Post (ri)mette mano ai documenti e comincia a pubblicarli grazie al coraggio del suo editore, Katharine Graham, e del suo direttore, Ben Bradlee.
Katharine (Meryl Streep), una delle poche donne, all’epoca, a capo di un così prestigioso giornale, nel pubblicare il top secret di documenti, dimostrerà un coraggio sopra le righe, quasi eroico, perché rischierà il carcere, la perdita dei finanziatori del giornale (quelli interessati al prosieguo della guerra nel Vietnam), e la totale crisi finanziaria del giornale: con conseguenti licenziamenti di dirigenti, giornalisti, e dipendenti varii.
Fedeli all’intelletto e alla sensibilità dei propri lettori, e alla costituzione statunitense che sottolinea come la Stampa deve essere al servizio dei governati e non dei governatori, il Washington Post svelerà le manovre segrete e le menzogne della classe politica americana sul Vietnam, assestando, il primo duro colpo all’amministrazione Nixon cui seguirà in seguito lo scandalo Watergate che lo travolgerà del tutto.
A nulla varrà il tentativo difensivo e vendicativo di Nixon (che porterà a processo la redazione del Washington post per pubblicazioni top secret che avrebbero messo secondo lui a rischio la sicurezza del Paese). La corte suprema assolverà i dirigenti del prestigioso giornale.
Post è il film più graffiante di Spielberg, un regista in grado di fare e produrre non solo film altamente spettacolari o da intrattenimento, opere sempre di grande successo, ma anche pellicole come questa, sulla memoria, dai contenuti storici significativi: dove violazione dell’etica della Costituzione e ambigua politica economica di corpi separati dallo Stato, si sono negli anni ’60 e ’70 sotterraneamente intrecciati con la complicità dei Governi. Solo la libertà di Stampa, protetta dal sistema democratico, ha consentito di farle venire alla luce, sottoponendo gli organi governativi al potente giudizio dei lettori.
Interessante l’attore Tom Hanks che si muove e recita con una postura e un trucco alla William Holden di Quinto potere.

The Post, recensione di Biagio Giordanoultima modifica: 2020-04-24T12:54:53+02:00da biagiord
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